Piccole delizie del palato: sapori e profumi di un’antica tradizione natalizia.

E’ un viaggio nel tempo quello che vi propongo oggi, proprio così, per comprendere la tradizione dolciaria siciliana bisogna ritornare con la mente ad un tempo lontano, non parlo di pasticceri stellati, ma di vera cucina siciliana.

Faccio un viaggio a ritroso nel tempo, nei miei ricordi di bambina, intenta a giocare mentre le “donne di casa” tutte indaffarate si mettono all’opera.

Ecco, la preparazione dei dolci tipici richiede tempo e dedizione, è una sorta di rito che si tramanda di madre in figlia, è un momento di unione. Per le nonne è una tradizione quella di preparare in casa i dolci natalizi e per me bambina questo era un evento attesissimo: era l’occasione di giocare a cucinare, a fare la grande; ancora oggi mi sembra di sentire quel profumo dolce, profumo di casa ed è proprio questa la cosa che amo della mia Sicilia.

L’atmosfera che si respira è unica, i profumi inebrianti, i colori vivaci, spiegarlo a parole, mi capirete, non è così semplice. Si perché si può solo immaginare il profumo dello zucchero e delle scorzette d’arancia che si fondono con le mandorle tostate, o quello del miele fuso tra nocciole tritate per la preparazione del ripieno “de cuddureddi chini”.

Uno dei profumi che invade le strade della città e le case è quello delle crispelle che vanno rigorosamente fritte, che siano con ricotta e acciughe o con riso e miele.

Le crispelle di riso sono anche dette “dei Benedettini” perché sembra che a realizzare questo dolce siano state per prime le suore benedettine del convento di Catania nel XVI secolo. In realtà questo dolce ha un antenato più economico: il pane col miele. Quando anticamente si diceva “Cc’è-mmeli,… cc’è-mmeli…!”, lo si diceva per partecipare alla venuta al mondo di un neonato, per cui quale cosa migliore farlo a Natale.

Un altro dolce tipico della tradizione è il “cucciddatu”, il buccellato: un impasto di pasta frolla, steso a sfoglia non sottile e farcita con un ripieno di fichi secchi, uva passa, mandorle, scorze d’arancia, poi chiusa spesso a forma di ciambella.

Ripieno di mandorle, zucca candita e gocce di cioccolato o più tradizionalmente di fichi secchi, frutta candita e pezzetti di cioccolato, ricoperto da una glassa bianca o da zucchero a velo e frutta candita, aromatizzato con il profumo inconfondibile dei chiodi di garofano.

Potrei continuare ancora un po’ ma credo che sia giunto il momento di trasformare il desiderio in realtà e assaporare queste piccole delizie del palato.


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